Posts contrassegnato dai tag ‘politica’

British National Party nel caos: arrestato alto funzionario

9 aprile 2010

Acque agitate in casa del British National Party. A turbare la quiete del movimento xenofobo britannico è stato l’arresto di Mark Collett, responsabile della pubblicità, accusato di aver minacciato di morte il leader del suo stesso partito, Nick Griffin. Il funzionario sarebbe stato denunciato dallo stesso Griffin e da alcuni membri del partito che avrebbero confidato alla polizia le proprie preoccupazioni per l’incolumità fisica del leader. Collet, scarcerato su cauzione, è stato destituito dal proprio incarico e allontanato dal partito. I contorni della vicenda appaiono, tuttavia, ancora poco chiari. Stando a quanto riportato dal “Guardian”, l’alto dirigente avrebbe tramato nell’ombra assieme a una componente minoritaria per rovesciare la leadership attuale, compiendo una sorta di golpe interno. 

Il British National Party si è limitato a confermare la notizia, evitando di aggiungere dichiarazioni e di rispondere alle sollecitazioni del quotidiano britannico a un opportuno chiarimento. Una linea del silenzio giustificata probabilmente dall’imminenza della campagna elettorale che ha obbligato i vertici del partito a preservarne l’immagine, optando di non divulgare la notizia per non creare malumori tra il proprio elettorato (sul sito ufficiale non compare traccia, così come nelle pagine dei social network dedicate a Griffin), alla luce degli ultimi sondaggi che danno il Bnp in crescita. Le ultime stime, infatti, attribuiscono chance di elezione sia al leader del movimento neofascista che al suo vice Simon Darby, entrambi accreditati di conquistare un seggio alla camera di Comuni.

Dibattiti televisivi: c’è già il primo vincitore

11 marzo 2010

Come paventato, i futuri dibattiti televisivi tra Brown, Cameron e Clegg, stanno già scatenando polemiche prima ancora della messa in onda.

Ieri mattina, in conferenza stampa, Alex Salmond, leader dello Scottish National Party (SNP) nonchè primo ministro scozzese e Ieuan Wyn Jones, leader del Plaid Cymru e vice primo ministro del Galles, hanno tacciato la BBC di parzialità, lamentando una gestione troppo centralizzata della sfida mediatica organizzata, che taglierebbe così fuori in realtà tre delle quattro nazioni del Regno Unito. Salmond e Jones hanno inviato lettera scritta al direttore generale della BBC Mark Thompson affermando che l’insistenza nel negare una concorrenza leale di idee potrebbe mettere in pericolo lo svolgimento di una libera elezione. Salmond ha addirittura sostenuto che con questa scelta la rete televisiva si sia politicamente compromessa.

E la blogosfera bretone non è da meno nella discussione in tema dibattiti. Lunedì Azeem Ibrahim, ricercatore dell’università di Harvard, ha pubblicato una critica analisi sull’utilità, o meglio, non utilità degli scontri eccependo tre sostanziali obiezioni:

1- i dibattiti servono a mettere in luce qualità che non hanno a che fare con le reali capacità politiche dei candidati;

In short, TV debates, far from encouraging a democratic choice, encourage us to judge the leaders in Westminster with the values of Hollywood. The danger is that in the minds of many viewers, cogent policies take second place to whiter teeth or a stronger jawline.

2- consegnano ai politici una serie di perversi incentivi: qualora dovesse prendere piede questa forma di scontro, potrebbe modificarsi la percezione di quel che deve essere fatto per guadagnare consensi. Non più lavoro ed esperienza, ma presenza scenica;

3-  strettamente correlato al secondo, il terzo motivo è un abbassamento del generale livello della politica. L’arte oratoria ha luoghi dedicati, quali il Parlamento, che che non devono essere contaminati dalla televisione.

Grande fermento quindi attorno alle trasmissioni, al punto tale per cui, alla domanda che in tanti si pongono, “chi uscirà vincitore dai tre prime time?”, probabilmente una risposta si può già dare: lo share.


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.