Nel 99% dei casi Gordon Brown ed il partito laburista non riusciranno a mantenere la leadership della politica britannica. Questo il responso di sondaggisti e bookmaker.
I vari (ben 45!) sondggi del mese di marzo, pubblicati sul sito Uk pollingreport, parlano chiaro: pur continuando l’evoluzione del trend positivo dei laburisti, i quali, costantemente, recuperano sui conservatori, il tempo che manca alle elezioni generali è infatti troppo poco per colmare, con il ritmo attuale, il gap che li separa dai conservatori di David Cameron. Rispetto al mese precedente, in marzo i laburisti guadagnano mezzo punto percentuale (+0,46%) attestandosi al 30,98%, a fronte di un -1% per i conservatori i quali scendono al 37,47%. Stabili i liberaldemocratici di Clegg, che raccolgono i consensi di circa un elettore ogni 5 (18,62%, in calo dello 0,15% rispetto al mese di febbraio). Le altre formazioni raccolgono complessivamente il 12,93%.
Indubbiamente, da inizio anno, dove il distacco registrato era superiore ai 10 punti (a fine 2009 i conservatori erano accreditati di un 40,07% contro il 27,84% dei laburisti), Brown ha recuperato terreno, ma il passo è troppo lento, e la distanza troppo grande, per poter credere seriamente in una inversione di tendenza. Infatti negli ultimi mesi, i conservatori tendono, nelle rilevazioni, a perdere un punto ogni 4 – 5 settimane mentre, nello stesso periodo, i laburisti ne recuperano circa 0,5 – 0,75. Quindi, in un mese, Brown è in grado di recuperare circa un punto e mezzo, due al massimo, su Cameron. Considerato questo ritmo, al leader laburista occorrerebbero ancora 5 mesi per portarsi alla pari con i conservatori. Ma le elezioni, con ogni probabilità, si terranno ad inizio maggio e perciò, a meno di improbabili colpi di scena, gaffe, o eventi catastrofici nel corso della campagna elettorale dei conservatori, le chance di Gordon Brown si fanno davvero esigue.
lo stesso tipo di analisi può esser fatta analizzando le variazioni delle quote dell’ultimo mese che le case di scommesse attribuiscono ai partiti in caso di vittoria alle elezioni. Premesso che, con l’avvicinarsi della data elettorale, le scommesse possibili sono aumentate esponenzialmente (partito che vince, affluenza, numero di seggi che ciascun partito otterrà, e così via); alcune considerazioni sono particolarmente interessanti:
1) La quota più bassa in assoluto (2.25 a 1) è attribuita ai conservatori che conquistano meno di 324 seggi, ovvero quelli richiesti per essere maggioranza assoluta.
2) Anche per gli scommettitori, i laburisti recuperano costantemente terreno e, la quota ora più probabile è quella che li vedrebbe ottenere tra i 225 ed i 249 seggi (4,08).
3) Anche i liberaldemocratici sono stabili, e l’ipotesi più probabile è che conquistino tra i 50 ed i 59 seggi.
4) L’affluenza elettorale è bassa e si prevede che si attesti attorno al 60% (3,02).
5) Nonostante le prime tre considerazioni, gli scommettitori non credono ad un Hung Parliament, ovvero all’impossibilità di formare un Gabinetto conservatore. Il “Parlamento strozzato”, ossia impossibilitato nell’esprimere una maggioranza è quotato a 2,5 contro 1, mentre l’ipotesi contraria è data a 1,5 a 1.
Detto questo, due sono le riflessioni da fare: la prima è che Cameron ed i conservatori in qualche modo troveranno, tra le file dei liberaldemocratici, quella manciata di parlamentari necessari a formare una maggioranza; mentre la seconda riguarda l’astensionismo. Con ogni probabilità, 4 sudditi di Sua Maestà su 10 non si recheranno alle urne. L’ultima carta nel mazzo di Brown sta nel convincere gli indecisi, i delusi ed i non interessati a recarsi alle urne e a scegliere i laburisti. Una mossa certamente non delle più semplici.