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Caro Gordon, il tempo sta per scadere …

4 aprile 2010

Nel 99% dei casi Gordon Brown ed il partito laburista non riusciranno a mantenere la leadership della politica britannica. Questo il responso di sondaggisti e bookmaker.

I vari (ben 45!) sondggi del mese di marzo, pubblicati sul sito Uk pollingreport, parlano chiaro: pur continuando l’evoluzione del trend positivo dei laburisti, i quali, costantemente, recuperano sui conservatori, il tempo che manca alle elezioni generali è infatti troppo poco per colmare, con  il ritmo attuale, il gap che li separa dai conservatori di David Cameron. Rispetto al mese precedente, in marzo i laburisti guadagnano mezzo punto percentuale (+0,46%) attestandosi al 30,98%,  a fronte di un -1% per i conservatori i quali scendono al 37,47%. Stabili i liberaldemocratici di Clegg, che raccolgono i consensi di circa un elettore ogni 5 (18,62%, in calo dello 0,15% rispetto al mese di febbraio). Le altre formazioni raccolgono complessivamente il 12,93%.

Indubbiamente, da inizio anno, dove il distacco registrato era superiore ai 10 punti (a fine 2009 i conservatori erano accreditati di un 40,07% contro il 27,84% dei laburisti), Brown ha recuperato terreno, ma il passo è troppo lento, e la distanza troppo grande, per poter credere seriamente in una inversione di tendenza. Infatti negli ultimi mesi, i conservatori tendono, nelle rilevazioni, a perdere un punto ogni 4 – 5 settimane mentre, nello stesso periodo, i laburisti ne recuperano circa 0,5 – 0,75. Quindi, in un mese, Brown è in grado di recuperare circa un punto e mezzo, due al massimo, su Cameron. Considerato questo ritmo, al leader laburista occorrerebbero ancora 5 mesi per portarsi alla pari con i conservatori. Ma le elezioni, con ogni probabilità, si terranno ad inizio maggio e perciò, a meno di improbabili colpi di scena, gaffe, o eventi catastrofici nel corso della campagna elettorale dei conservatori, le chance di Gordon Brown si fanno davvero esigue.

lo stesso tipo di analisi può esser fatta analizzando le variazioni delle quote dell’ultimo mese che le case di scommesse attribuiscono ai partiti in caso di vittoria alle elezioni. Premesso che, con l’avvicinarsi della data elettorale, le scommesse possibili sono aumentate esponenzialmente (partito che vince, affluenza, numero di seggi che ciascun partito otterrà, e così via); alcune considerazioni sono particolarmente interessanti:

1)      La quota più bassa in assoluto (2.25 a 1) è attribuita ai conservatori che conquistano meno di 324 seggi, ovvero quelli richiesti per essere maggioranza assoluta.

2)      Anche per gli scommettitori, i laburisti recuperano costantemente terreno e, la quota ora più probabile è quella che li vedrebbe ottenere tra i 225 ed i 249 seggi (4,08).

3)      Anche i liberaldemocratici sono stabili, e l’ipotesi più probabile è che conquistino tra i 50 ed i 59 seggi.

4)      L’affluenza elettorale è bassa e si prevede che si attesti attorno al 60% (3,02).

5)      Nonostante le prime tre considerazioni, gli scommettitori non credono ad un Hung Parliament, ovvero all’impossibilità di formare un Gabinetto conservatore. Il “Parlamento strozzato”, ossia impossibilitato nell’esprimere una maggioranza è quotato a 2,5 contro 1, mentre l’ipotesi contraria è data a 1,5 a 1.

Detto questo, due sono le riflessioni da fare: la prima è che Cameron ed i conservatori in qualche modo troveranno, tra le file dei liberaldemocratici, quella manciata di parlamentari necessari a formare una maggioranza; mentre la seconda riguarda l’astensionismo. Con ogni probabilità, 4 sudditi di Sua Maestà su 10 non si recheranno alle urne. L’ultima carta nel mazzo di Brown sta nel convincere gli indecisi, i delusi ed i non interessati a recarsi alle urne e a scegliere i laburisti. Una mossa certamente non delle più semplici.

Qualcosa si muove: brevi aggiornamenti sulle quote delle case di scommesse.

22 marzo 2010

Monitorando gli sviluppi del già citato Politicalbetting.com (si veda il post “Scommettiamo che…” del 19 marzo) due sono le cose che più emergono: una riguarda l’evolversi delle quote assegnate ai seggi che conquisteranno i conservatori ed un’altra riguarda quelli che invece conquisteranno i liberaldemocratici.

Il partito di Cameron rimane in testa sia nei sondaggi che nelle scommesse, ma i bookmackers e gli scommettitori credono sempre più all’ipotesi di un Hung Parliament. La quota che vede i Conservatives conquistare meno dei 324 seggi ai Comuni necessari per governare è infatti scesa, nel giro di pochi giorni, da 2.3 contro 1 a 2.25; mentre l’eventualità che li vedrebbe conquistare una solida maggioranza (350 – 374 seggi) è rapidamente salita da 3.6 contro 1 a 5 contro 1.

Per quel che concerne il partito di Clegg, i liberaldemocratici, il possibile ago della bilancia di queste prossime elezioni generali, le quote hanno subito leggerissime variazioni, tuttavia come più probabile, rimane l’ipotesi che questi conquistino una sessantina di seggi.

Non si registrano variazioni per il partito guidato da Brown, il quale è stabilmente accreditato attorno ai 200 – 225 seggi (4 a 1).

SCOMMETTIAMO CHE…

19 marzo 2010

Com’è risaputo, la Gran Bretagna, tra le tante cose, è indubbiamente riconosciuta come patria delle scommesse e degli scommettitori; infatti oltremanica si è soliti scommettere pressoché su qualsiasi cosa e la battaglia politica non fa certo eccezione. Tra i tanti siti disponibili, Politicalbetting.com offre una vastissima gamma di scommesse legate alle prossime imminenti elezioni generali. Ce n’è davvero per tutti i gusti: chi vincerà le elezioni, numero di seggi conquistati da ciascun partito, seggi in bilico e così via.

Analizzando (da neofita s’intenda) le varie quote ciò che di più interessante emerge non è tanto capire quale partito uscirà vincitore, secondo i bookmakers, dalla prossima tornata elettorale, quanto piuttosto il numero dei seggi  che i singoli partiti otterranno secondo le case di scommesse che, secondo alcuni, fanno previsioni ben più accurate di qualsiasi sondaggio (sapete com’è, quando in ballo ci sono i soldi …).

Detto questo, passiamo al dettaglio: le dodici case di scommesse prese in considerazione quotano la vittoria (ovviamente in termini di maggioranza relativa sul totale dei consensi) dei conservatori tra un minimo di 1.08 ed un massimo di 1.19 (per ogni sterlina scommessa se ne vincono potenzialmente da 1.08 a 1.19 £). Ciò significa che i conservatori sono destinati ad una vittoria pressoché certa (per fare un paragone calcistico, a quote così basse sono date le capolista dei maggiori tornei europei quando giocano in casa contro l’ultima in classifica). La vittoria laburista è data ad un minimo di 4.5 fino ad un massimo di 5.4; tutto sommato l’ipotesi di una rimonta di Brown non appare così improbabile secondo i bookmakers. Infine i liberal – democratici che sono quotati a oltre 65.

Come anticipato, ciò che invece risulta più interessante sono le quote assegnate alla conquista dei seggi nella House of Commons, e qui le previsioni si fanno decisamente più complesse.

In generale, sono sempre i conservatori ad avere i favori dei pronostici, tuttavia, il dato più eclatante emerge dal fatto che, sempre secondo i bookmakers, l’ipotesi che i conservatori ottengano meno di 324 seggi (ovvero la soglia della maggioranza parlamentare) viene quotata molto bassa (cioè probabile), addirittura a 1 contro 2.3. Un’altra quotazione bassa viene data per un numero di seggi conservatori compreso tra 325 e 349, cioè una maggioranza molto risicata; tale ipotesi infatti è data a 3.4.

Veniamo ora alle quote assegnate agli altri partiti: ai laburisti è assegnata la quota più bassa per un risultato compreso tra 200 e 224 seggi (4 a 1) e, staccato di poco, lo scenario che li vedrebbe conquistare tra i 225 ed i 249 seggi (quotato a 4.33); mentre l’ipotesi che questi ottengano la maggioranza assoluta ai Comuni è decisamente remota e viene data a 1 contro 17.

Liberal – democratici: in questo caso le quote ricalcano i sondaggi e l’ipotesi più probabile è che il partito di Clegg conquisti tra i 50 ed i 59 seggi (3.25) molto buona è anche la quota che li vede sfondare il tetto dei 70 seggi: 4.5.

Da tutto ciò emergono alcune considerazioni di fondo; secondo i bookmakers infatti lo scenario post elettorale più probabile è il seguente: dalle elezioni, che vedranno una supremazia conservatrice in termini di voti, non uscirà una chiara maggioranza parlamentare monocolore. In una probabile situazione di Hung Parliament, l’ago della bilancia saranno i liberal – democratici, i quali miglioreranno il risultato del 2005. Il loro leader, Clegg, simpatizza per i conservatori, mentre la base del partito ed il programma elettorale spingerebbero verso un accordo coi laburisti, ricalcando il lib – lab Pact del 1976 – ’79 del governo Callaghan. Tuttavia sarà molto più facile che la spunti Clegg in quanto i numeri favorirebbero un’alleanza con Cameron. Ai conservatori mancherebbero infatti una manciata di seggi (nell’ordine di una decina) per superare la soglia dei 325 necessari a formare il governo, mentre per poter formare un governo bipartitico laburista e liberal – democratico sarebbe necessario che si verificassero due condizioni non così probabili: ovvero che i laburisti ottengano un discreto numero di seggi, diciamo attorno ai 300 (quotato a 9), e che i liberal – democratici si attestino attorno alla cinquantina e oltre (4). Tutto ciò è decisamente improbabile, soprattutto combinando l’esito delle due quote (9 moltiplicato per 4, questa ipotesi sarebbe quotata a 36).

Il responso dato dal gioco d’azzardo? David Cameron prossimo Primo Ministro.


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