Manca meno di un mese alle elzioni generali inglesi e, da qualche giorno, anche i media italiani si interessano a ciò che accade oltremanica. Su La Repubblica (edizione cartacea, pag 33) del 10 aprile, compare un interessante articolo di Timothy Garton Ash dal titolo Perchè i tories non parlano di Europa. L’articolo si focalizza sulle infondate paure dei Tories e dell’elettorato conservatore nei confronti delle istituzioni europee. Che i britannici in generale non vedano di buon occhio quel che accade sul continente è dimostrato, da ultimo, dalle recenti affermazioni di partiti nazionalisti ed indipendentisti, come ad esempio il BNP e lo UKIP, i quali hanno ottenuto degli ottimi risultati alle elezioni europee dello scorso anno. Tuttavia, in questo particolare momento di crisi, le istituzioni comunitarie si stanno rivelando fondamentali, e sicuramente il tema Europa avrà notevole importanza in questo ultimo stralcio di campagna elettorale, tanto che Ash sostiene che i conservatori stiano facendo il doppio gioco per ottenere consensi in campagna elettorale:
“il ministro degli esteri ombra conservatore William Hague […] non ammette il calcolo elettorale, ma è palese. Parlare dell’Europa è l’ultima cosa che i conservatori vogliono fare in questa elezione, è già costato voti in passato.”
I laburisti invece, proprio a causa di queste ambivalenze conservatrici su un tema così importante, vogliono parlare di Europa ed infatti,
“il laburista David Milliband […] critica i Tories per essersi alleati al parlamento europeo con «gente con cui non avrebbero nulla a che spartire in Gran Bretagna».”
In sintesi dunque, il pensiero di Ash si concentra su quella che dovebbe essere la issue principale su cui i laburisti dovrebbero concentrarsi in questa ultima fase della campagna elettorale per recuperare consensi, aggredendo la politica euroscettica dei conservatori.
Di parere opposto, l’analisi che compare oggi sul il sole 24 ore, edizione on line – 11 aprile, in cui Leonardo Maisano assegna a Cameron il primo round di questa campagna elettorale lampo, in attesa del primo confronto televisivo, previsto per il 15 aprile. Maisano sostiene che i conservatori si stiano muovendo meglio dei laburisti, soprattutto sul tema delle riforme fiscali, altro tema centrale in periodo di crisi, che invece stanno facendo autogol proponendo innalzamento delle imposte per la high class, mossa certamente autolesionista a meno di un mese dalle consultazioni.
Tuttavia, sempre per Maisano, è difficile parlare di vita facile per conservatori; infatti questi, pur vincendo le elezioni avranno vita dura in un parlamento piuttosto equilibrato (anche se non “strozzato” come nel caso, sempre meno probabile di Hung Parliament)
“Si calcola che per garantire una vittoria tranquilla all’opposizione il margine dei Tory debba essere attorno al 10% e che si debba concentrare nei cosiddetti seggi marginali dove il gap fra i due maggiori partiti è strettissimo. A parere di Peter Kellner dell’istituto di ricerca YouGov che per primo, a fine marzo, aveva indicato il ritorno laburista, l’andamento di questa settimana, lascia prevedere una vittoria dei conservatori con un margine risicatissimo, ma sufficiente per governare. La pensano così anche Icm, Populus, ComRes. Ipsos Mori crede invece che la vittoria dei Tory non sarà sufficiente per consentire a Cameron di guidare l’esecutivo da solo.”
Al di là della differente “partigianeria” di queste due testate, ciò che di significativo emerge è che le prossime settimane di campagna e soprattutto i tre dibattiti televisivi, giocheranno un ruolo fondamentale nell’orientare le scelte dell’elettorato anglosassone.